Un appassionato e competente cultore del WEB 2.0 suggerisce una libreria JavaScript
AMpFri, 04 Apr 2008 10:24:47 +000024VenerdìUTC 1, 2008 by noncercotrovoA proposito di Web Semantico: un primo casuale approccio
AMpFri, 04 Apr 2008 10:14:10 +000014VenerdìUTC 1, 2008 by noncercotrovoIntervista a Tim Berners-Lee sul Web Semantico
AMpFri, 04 Apr 2008 10:01:07 +000001VenerdìUTC 1, 2008 by noncercotrovo
Web Style Guide: una traduzione che non tradisce
AMpFri, 04 Apr 2008 03:44:07 +000044VenerdìUTC 1, 2008 by noncercotrovoIl “design” del sito definirà i suoi spazi organizzandoli.
È da riportare ciò che l’utente/lettore/ascoltatore si aspetta dal layout realizzato dal web designer,
ma è anche da tener presente ciò che il web writer considera, dopo l’intervista col cliente, come i contenuti più adatti.
“The fundamental organizing principle in Web site design is meeting users’ needs”
Parole che dovrebbero essere scolpite sul marmo di Carrara.
Molte organizzazioni, ma soprattutto molte imprese commettono l’errore di usare i loro siti soprattutto per descrivere l’organigramma interno (e questo potrebbe essere valido per la credibilità del sito che visualizza le foto del Presidente del Consiglio di Amministrazione, dell’Amministratore delegato e così via, certo potrebbe funzionare per la trasparenza, ma…non è quello che si aspettano i visitatori del sito).
È assolutamente necessario che le imprese rendano visibili sul loro sito i “servizi” e i “prodotti” che offrono.
There are five basic steps in organizing the information:
- Dividere il contenuto in unità logiche
- Stabilire una gerarchia di importanza tra le unità organizzate
- Usare la gerarchia per strutturare le relazioni tra le unità
- Realizzare un sito che segua la struttura dei contenuti
- Analizzare il risultato non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista della sua funzionalità
“Chunking” Information, ovvero suddividere in unità informative il contenuto di un sito web
La maggior parte delle informazioni sul WWW è presentata in documenti brevi che verranno letti in modo non sequenziale.
Ciò vale per quei siti che contengono documenti troppo tecnici o scritti in burocratese.
Molto prima che il web fosse inventato gli stessi “technical writers” avevano scoperto che i loro lettori apprezzavano di più brevi “chunks” di informazioni che potevano essere localizzate (cfr. eyetracking) e scansite (cfr. scanning) velocemente.
Questo metodo per organizzare e presentare le informazioni si può trasferire sul web come testimoniano i due link di cui sopra.
- Pochissimi utenti del web spendono letteralmente il loro tempo a leggere lunghi paragrafi di testo sullo schermo. Molti tra loro salvano i documenti più lunghi o li stampano per poi leggerli più comodamente (cfr.l’abuso del formato multipiattaforma .pdf, ma non solo)
- Il visitatore di un web link si aspetta di trovare una specifica unità logica di informazione importante per lui. Tuttavia non si deve esagerare nel suddividere i contenuti informativi: così si otterrebbe il risultato di “offendere la loro intelligenza. Una o al massimo due pagine di informazione sono la misura di un “chunk” informativo
- Il “chunking” può aiutare a organizzare e a presentare l’informazione secondo l’etimologia latina di questa parola: “dare una forma a un contenuto”, insomma un “formato uniforme”.
- Chunks concisi di informazione sono meglio seguiti nel monitor del computer, il quale ha dei limiti oggetti nel visualizzare lunghi documenti. Ciò torna a nostro vantaggio: lunghe pagine web tendono a disorientare i lettori. Esse li obbligano a scorrere lunghe distanze e a ricordare quello che hanno letto in siffatto modo con difficoltà
- Il concetto di un chunk di informazione deve (MUST, anche se non è una “recommendation del W3C”) essere flessibile e riferibile al “common sense” il cui concetto è così presente nella filosofia accademica americana di fine Ottocento. È necessario fare in modo che sia il tipo di contenuto a suggerire come la pagina web dovrebbe essere suddivisa e organizzata. In tal modo le pagine web che contengono brevi documenti, ma pregnanti di significato, sono preferibili.
Il Pico della Mirandola del web francofono: ossia Jean-Marc Hardy
PMpTue, 01 Apr 2008 13:11:40 +000011MartedìUTC 1, 2008 by noncercotrovoLeggete un po’ cosa si è inventato questo blogger d’oltralpe il 27 ottobre del 2006, in pieno WEB 2.0, a proposito di come deve essere escogitato un buon titolo: C.L.A.I.R
- C onciso (12 parole al massimo tutte in fila, una dopo l’altra in marcia)
- L eggibile (senza gerghi, né acronimi, né voli pindarici né alla Icaro)
- A ppetibile (il titolo deve invogliare a leggere: e pensate che basti un titolo per risolvere il problema dell’anafabeltismo di ritorno?)
- I nformativo (il titolo deve anticipare il contenuto, come il prologo espositivo delle tragedie euripidee)
- R eferenziabile(cioè secondo “nostro cugino” è sufficiente un titolo per cadere nella rete di Google)
D’accord avec moi?